“L’Uomo in bianco”, continuano le docu-inchieste di Rai Vaticano in onda su Rai Premium

Mercoledì 18 dicembre, dopo la fiction Paolo VI-Il Papa nella tempesta, andrà in onda il secondo reportage dal titolo Paolo VI, il Papa della modernità, di Nicola Vicenti.

Paolo VI è stato il Papa dei primati. Pontefice del Concilio, dei primi viaggi internazionali, del dialogo della Chiesa con la società contemporanea. Il primo Papa all’Onu, in Israele, ha toccato tutti i continenti ed ha vissuto l’allunaggio, benedicendolo. Ha aperto sentieri nuovi che poi sono stati percorsi dai suoi successori. Pontefice criticato oramai tanto ammirato e da tutti riconosciuto grande guida spirituale della Chiesa contemporanea.

Questo reportage lascia emergere il profilo umano di Montini attraverso i suoi scritti. Lettere, riflessioni, pagine segrete, che a migliaia e in tutta la sua vita Paolo VI ha scritto a famigliari, amici, intellettuali e artisti.

Nei ricordi che affiorano di Fausto Montini, suo nipote, Paolo VI sentiva la missione a cui era stato chiamato sin da bambino verso la santità. “Per noi bambini, nipoti, era lo zio che non dovevamo disturbare perché lui studiava e si preparava a diventare sacerdote. Quando è diventato Papa, mio padre, suo fratello, ha detto che è veramente opera della Spirito Santo”.

Paolo VI, infine intellettuale, con l’uomo al centro del suo cuore e della sua Chiesa. Dialogo, amicizia, preghiera, sono i suoi punti fermi. E incontro con tutti. “La sua vita è strettamente legata da una consapevolezza – dice don Angelo Maffeis, Presidente dell’Istituto Paolo VI di Brescia – che c’è una identità cattolica da manifestare, da far fruttare all’interno delle realtà sociale. La fede, pertanto, non può essere rinchiusa in uno spazio privato ma deve essere una testimonianza pubblica.

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