Gioco, marzo nero per il settore delle scommesse sportive. In crescita poker e casinò online

Il Coronavirus ha sovvertito ogni regola del vivere quotidiano e, tra le tante, ha ribaltato totalmente le abitudini degli italiani. L’economia è in ginocchio e sotto questo aspetto, è coinvolto anche il gioco d’azzardo tutto, sia fisico sia online, che ha subito, suo malgrado, determinate conseguenze.

Una serie di “passaggi”, nelle ultime settimane, hanno sovvertito le logiche del mondo del gioco: dapprima la chiusura della cosiddetta zona rossa, poi, in tutta Italia, l’estensione delle misure di emergenza ha portato al lockdown delle agenzie di scommesse, delle sale da gioco e delle sale bingo.

Contestualmente sono stati chiusi tutti quegli esercizi commerciali che prevedevano al loro interno le slot machine. Infine, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con una nota ormai divenuta storica, ha predisposto la sospensione temporanea delle lotterie nazionali. Il tutto ha determinato una sorta di “migrazione” dell’utenza, dal gioco fisico al gioco online. Chi ne ha tratto e ne sta traendo grossi benefici sono quei giochi, su tutti i casinò online AAMS, rimasti unica arma per l’intrattenimento degli utenti.

Il settore dell’online, storicamente, vive tra alti e bassi ma i benefici di queste settimane cominciano a farsi vedere: nel solo mese di marzo il poker online, secondo le stime pubblicate sul sito www.gamingreport.it, è cresciuto del +123% rispetto a marzo 2019, con una spesa di 16,1 milioni.

Dicasi lo stesso del poker cash, cresciuto del +88,7% e dieci milioni di spesa. Sulla stessa falsariga, appunto, i casinò online: i milioni spesi nel solo mese di marzo sono stati 94 e, rispetto a marzo 2019, la crescita è stata del +29,5%. Basti pensare che l’operatore di gioco online StarCasinò, l’operatore leader nel settore dei casinò online, ha mantenuto praticamente intatto il bacino di visite nel mese di marzo, totalizzando quasi un milione di visite uniche. Si tratta di una prova evidente di come la crisi non stia coinvolgendo il segmento online.

Chi invece ha pagato uno scotto più alto del previsto è il settore delle scommesse sportive, penalizzato come non mai dai blocchi imposti dal Coronavirus. A marzo, complice un palinsesto praticamente spoglio, il crollo è stato del 33,6%, sia sulle scommesse fisiche, ormai inibite, sia su quelle online. La spesa registrata, invece, è stata pari a 70,7 milioni di euro, ben lontana dai 106,4 milioni di marzo 2019. L’online, invece, è crollato del -13,7%.

Intanto, da Palazzo Chigi, con un occhio si guarda all’emergenza, con un altro si parla di riavvio dell’intero Paese. Come annunciato da Giuseppe Conte nella serata di venerdì 10, gradualmente dopo Pasqua riapriranno alcuni settori produttivi ma per la cosiddetta fase 2, quella cioè in cui si dovrà convivere con il virus e il contagio, ancora cautela e calma. Decisiva, insomma, questa settimana e probabilmente la prossima, in cui si giocherà la partita delle riaperture, per scongiurare l’ipotesi collasso a causa di una quarantena che ormai va avanti da oltre un mese.

Tutti gli altri settori, intanto, si interrogano sulla ripartenza e provano a fissare delle deadline: il mondo del calcio avrebbe scelto il 20 maggio per ricominciare ma per altri settori, come quello delle già citate scommesse, il lockdown atteso è ancora lungo. Occorrerà trovare soluzioni per il Governo e per gli operatori di settore, per evitare un collasso annunciato che costerebbe tanto: ciascuno ha qualcosa da perdere.

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