Festival della fiaba di Modena

Festival della fiaba, tema della nuova edizione Baba Yaga “la grande madre”

Narrazioni in voce semplice di fiabe e miti della tradizione, spettacoli, performance, oltre a conferenze, esposizioni, concerti e momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la settima edizione del Festival della Fiaba, da venerdì 11 a domenica 13 settembre presso il circolo culturaleFilatoio (via de’ Bonomini 61/63 www.festivaldellafiaba.com) e in varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena.

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Tema caratterizzante di questa settima edizione è la Baba Jaga, ovvero la “Grande Madre”, declinata e indagata da scrittori, professori e pensatori in diversi aspetti e sfumature, in particolare nell’ambito di un ciclo di conferenze dedicate, che si svolgerannoa ingresso gratuito ogni sera presso lo spazio ProgettoLavoratorio, nel rispetto delle normative vigenti. 

Tra le altre, venerdì 11 settembre sarà protagonista Amanda Louise Michel Azzurra, fondatrice de “Il cammino di Sofia”, un percorso di crescita attraverso il viaggio nella “Grande Madre Terra”, che terrà una conferenza dal titolo: “La Grande Madre e il potere del Femminile”.

Sabato 12 sarà la volta di “AMAM”, a cura di Battistina Casula ed Elena Annovi, mentre domenica 13 Alessandra Cussini tratterà de “La Casina delle storie, un luogo di deposizione. Il vuoto della perdita, la memoria, la custodia. Dove si mette ciò che resta?”.

Anche quest’anno le fiabe di una volta saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice dal gruppo narratori 2020 in vari luoghi della manifestazione ogni ora e mezza circa – per una capienza che varierà a seconda degli spazi per mantenere la distanza nel rispetto delle norme anti Covid – saranno quelle della tradizione tedesca, norvegese e russa. Vassilissa la Bellaad esempio – Fiaba di riferimento dell’edizione 2020 – sarà narrata tre volte ogni sera presso la stanza 22 dell’Hotel La Pace, una delle location della settima edizione del Festival, in cui ogni evento sarà in dialogo con lo spazio che lo ospita.

A ospitare gli appuntamenti della manifestazione saranno anche la liuteria di Michele NotariSpazio Loom coworking di Laura Turrini, Veronesi ItaliaRon Varadero -dove si importa il Rum – StART60, civico 51, l’Officina di restauro di auto e moto d’epoca El Grippo– Il Capanno, la cooperativa di servizi tecnici per lo spettacolo Tempi tecnici, lafalegnameria d’arte Tempo di Recupero e la palestra La Tigre bianca.

Dopo il successo del 2019 tornano anche i “Miti di Madre”, narrati in voce semplice dal gruppo diretto da Michele Collina, regista e coordinatore organizzativo della manifestazione. Il termine “mito” deriva dal greco mythos, che significa “Parola, racconto”.

Nel linguaggio comune la parola “mito” indica qualcosa di favoloso o di irraggiungibile, che viene in qualche modo amplificato e allontanato dal reale.

Chi meglio di coloro che hanno vissuto una buona parte della loro vita può dare voce al mito? Le persone che hanno accumulato anni sul loro cammino guidati dalla competenza e dalla grande sensibilità di Michele Collina raccontano alcuni miti dalle Metamorfosi di Ovidio.

Tra gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile e prenotazione obbligatoria – da non perdere AMAM, ovvero madre al contrario. Un percorso di ricerca archeologico-musicale legato al culto della Dea Madre e alla vibrazione del divino femminile che scaturisce dalla Terra.

Il progetto nasce con l’intento di relazionare il corpo – attraverso la danza di Elena Annovi – alla musica, musica generata da strumenti in argilla e dal suono scritto da Manuel Attanasio, per restituire una “vibrazione” che connette il passato con il presente nella visione di Battistina Casula, che ne scrive la regia attingendo ai suoi studi di archeologia.

Il progetto è stato creato in Sardegna attraverso una lunga ricerca nei siti archeologici di dodici Domus de Janas sparse in tutta l’isola.

Altro importante appuntamento sarà con il progetto di narrazione Frankenstein, ossia il Prometeo moderno, a cura di Cajka Teatro d’Avanguardia, con la regia di Riccardo Palmieri. 

La madre – creatrice e generatrice di vita – si fa da parte e lascia spazio alla volontà dell’uomo di sconfiggere la natura e le leggi che la governano. 

Una donna, Mary Shelley, che nella sua proposta (che oggi sarebbe definita “distopica”) rinuncia al ruolo di creatrice della vita immaginando di poter essere sostituita dalla scienza (all’epoca ambito unicamente maschile). 

La musica sarà invece protagonista nel concerto a due di Valentina Lugli e Alessandra Fogliani, che si esibiranno in “Voci della Grande Madre”: una suggestione musicale che ripercorre la fiaba di Vassilissa attraverso la rivisitazione di brani tratti dalle artiste donne contemporanee.

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