“Sulle tracce del crimine. Viaggio nel giallo e nero Rai. La mostra”, una mostra Rai Teche su sceneggiati e fiction

Da Maigret all’Ingravallo di Gadda, dal tenente Sheridan al commissario Montalbano, passando per Nero Wolfe, Rocco Schiavone e altri grandi protagonisti di un genere – il giallo e il noir investigativo in tutte le loro sfumature – che ha attraversato e ancora attraversa la storia della Rai, tra grandi sceneggiati del passato e serie crime dei giorni nostri.

Prima di entrare nel dettaglio della notizia, vi ricordiamo che potete ricevere in anteprima e con puntualità tutte le nostre News iscrivendovi al Canale Telegram, il nostro canale tematico.

Sulle tracce del crimine mostra Rai

Una storia che rivive dal 7 ottobre 2020 al 6 gennaio 2021 al Museo di Roma in Trastevere con “Sulle tracce del crimine. Viaggio nel giallo e nero Rai. La mostra”, una grande mostra di Rai Teche che, attraverso immagini dell’archivio Rai, ripercorre sette decenni di enigmi risolti, di misteri svelati.

Con il patrocinio del MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Rai Teche e fa parte di Romarama, il programma culturale di Roma Capitale. L’esposizione nasce da un’idea di Stefano Nespolesi ed è curata da Maria Pia Ammirati e Peppino Ortoleva.

La mostra multimediale ospita 200 fotografie, in B&N e a colori, tratte da circa 80 programmi televisivi, cinque installazioni video e alcune postazioni sonore ed è organizzata secondo un percorso tematico – cronologico per rivivere gli enigmi che venivano via via risolti dagli investigatori degli sceneggiati e delle serie Rai, a volte ispirati a figure letterarie, altre volte frutto di un’invenzione originale.

Al giallo classico, poi, si sono venuti man mano affiancando nuovi sotto-generi, le storie gotiche come le atmosfere ambigue del noir. Il bianco e nero ha lasciato il posto al colore, e sono emersi man mano nuovi stili, ma a rivederli oggi anche molti dei polizieschi più antichi appaiono tuttora di straordinaria qualità.

Per giungere ai grandi commissari come Montalbano e Schiavone, due irregolari delle questure televisive, la Rai è partita da lontano. Con gli indimenticabili sceneggiati degli anni ’50 che hanno fondato e fatto crescere il genere giallo e introdotto il noir, attraverso commissari, poliziotti, marescialli e questurini diventati famosi.

Già nel 1954 la Rai infatti manda in onda Il processo di Mary Dugan adattamento televisivo da un giallo dell’americano Bayard Veiller. Più tardi, la domenica sera, l’Italia si fermava ad ascoltare le melanconiche note di Luigi Tenco che introducevano quel gigante di Gino Cervi, il Maigret preferito dallo stesso Simenon.

E poi il ghigno ferale di Ubaldo Lay-il tenente Sheridan che inaugura l’hard-boiled all’italiana; e Lauretta Masiero-Laura Storm, il gigionesco Tino Buazzelli-Nero Wolfe fino a Gigi Proietti, il maresciallo Rocca, Luca Zingaretti-il commissario Montalbano, ormai eroe di fama internazionale e il più recente Marco Giallini il vicequestore Rocco Schiavone.

Una carrellata di immagini e personaggi che ripercorre la vicenda dello stesso genere giallo in Tv il cui riscontro ha reso a suo tempo necessaria l’invenzione di nuove formule, soprattutto nel settore degli originali, cioè delle opere scritte apposta per il video.

Così emergono autori quali Biagio Proietti, autore di “Ho incontrato un’ombra” e di “Dov’è Anna?” ed ancora il duo D’Agata-Bollini, autori de “Il segno del comando” che ha turbato le notti di molti italiani.

Tra adattamenti, “teleromanzi” e poi con la fiction la Rai, sin dagli esordi, ha inteso coniugare cultura popolare e narrazione televisiva di altissima qualità: i risultati in termini di successo e di ascolti stanno a testimoniarlo ancora oggi.

L’allestimento grafico sarà caratterizzato da pannelli artistico-informativi che racconteranno lo “spirito del tempo” attraverso l’esposizione di schede storico-critiche e curiosità sui singoli programmi, riproduzioni tratte dal Radiocorriere, articoli di quotidiani e riviste dell’epoca.

In mostra, a corredo delle immagini, i filmati e i contributi cinematografici, sono esposti anche curiosità e memorabilia, reperti storici ed elementi scenografici realizzati ad hoc, per far rivivere i grandi fasti dei generi giallo e noir, mentre una stanza sarà interamente dedicata alla visione delle sigle televisive dei programmi più popolari.

L’esposizione è aperta al pubblico nel rispetto delle linee guida formulate dal Comitato Tecnico Scientifico per contenere la diffusione del Covid-19 consentendo, al contempo, lo svolgimento di una normale visita museale. Dopo la tappa capitolina la mostra si sposterà nel gennaio 2021 a Milano presso il Museo di Palazzo Morando.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: