Intervista ad Antonio Di Fonzo: 1 anno di Rebirth e progetti post Covid-19

Antonio Di Fonzo è un pianista e musicista pugliese con un percorso classico. L’ex allievo di pianisti in carriera come Carlo Grante e Paola Bruni si è laureato in Musica Jazz al Conservatorio di Matera. Oggi ha rilasciato un’intervista al nostro sito Maglifestyle.it per parlare del primo anno di vita del suo album di debutto intitolato Rebirth, dei suoi progetti futuri e della “ripartenza” del mondo musicale. Pochissimi giorni fa Di Fonzo ha pubblicato il video esclusivo di Rebirth su YouTube proprio in occasione di questa intervista.

Intervista ad Antonio Di Fonzo: 1 anno di Rebirth

Benvenuto su Maglifestyle ad Antonio Di Fonzo. Domani 1 Dicembre, “Rebirth” festeggia il primo anno di “vita”. Quanto e come ha influito la pandemia di Covid-19 sul progetto discografico?

La pandemia non ha influito sul lancio del disco perché l’evento è avvenuto prima della comparsa del nuovo Coronavirus. Però una volta arrivato il Covid-19, sono stati bloccati i concerti dal vivo e certamente c’è stato un calo economico globale che ha influito sul mercato musicale e discografico.

Si parla molto di una rinascita intellettuale, sentimentale e morale dell’anima. Che cos’è per te la Rinascita?

È nascere di nuovo. La vita non è lineare come un filo, ma cambia continuamente e ha delle interruzioni, e c’è un momento magico che si ripete ogni giorno per me ed è il momento del risveglio ogni mattina. Durante il sonno perdo la coscienza di me stesso e aprendo gli occhi alla luce del sole tutto il passato è come inesistente per me e quindi ecco che nasce di nuovo in quel momento pur restando me stesso quello di sempre. Ci sono dei periodi bui nella vita che saranno momenti di depressione, sbandamento, disperazione, aridità intellettuale e sentimentale, ma poi viene un’idea che ridà vita come l’acqua alla terra inaridita, come ad esempio un incontro con una persona, un libro, la vista di qualcosa che spalanca nuovi orizzonti e ti senti rinascere, rivivi. Del resto la stessa monotonia in cui viviamo tanto tempo è come un periodo di buio al quale segue impensatamente un momento di risveglio, una nuova Rinascita.

Intervista ad Antonio Di Fonzo: progetti post Covid-19

Quale sarà la “chiave” giusta per far ripartire la musica dopo questa pandemia?

La “chiave” giusta non può essere che quella dei concerti dal vivo, all’aperto e nei locali chiusi. In questo periodo surreale, fermo e silenzioso, per far fronte al distanziamento sociale, l’unico canale di comunicazione utilizzabile per la diffusione della musica è lo streaming in rete. Ma questa via lascia nella solitudine l’ascoltatore, non coinvolgendolo nell’atto creativo, e d’altra parte lascia nel gelo emotivo l’esecutore del brano, perché ha la sensazione di suonare per se stesso: gli manca infatti la carica che dà un pubblico partecipante.

Quali progetti hai in cantiere per la ripartenza?

Già sto lavorando alla composizione di un brano per pianoforte, flauto e violoncello, che insieme a composizioni di Kapustin e Schonfield farà parte di un nuovo lavoro discografico del Lucus trio. Inoltre mi accingo alla composizione di un mio secondo disco.

Intervista ad Antonio Di Fonzo: consigli ai pianisti emergenti e futuro

Quale messaggio vuoi inviare ai tuoi fan che ti seguono con affetto da anni?

Di continuare ad ascoltare musica, anche se in streaming o da dischi, perché essa affina la sensibilità, dà serenità, distacca dalla banalità della vita, fa sognare, e può suggerire un’idea creativa.

Quali consigli vorresti dare ai pianisti emergenti?

Ai pianisti emergenti suggerirei di non credersi mai perfetti. La strada della perfezione è lunga e difficoltosa. La perfezione infatti è come l’orizzonte: man mano che gli ti avvicini si allontana. È necessario pertanto esercitarsi senza interruzione nella tecnica e, contemporaneamente, è essenziale affinare sempre più la propria sensibilità. Perciò è doveroso approfondire lo studio dei compositori e ascoltare le esecuzioni altrui. Evitare, però, di imitare pedissequamente questo e quello, ma tendere ad essere se stessi. Il meglio degli altri deve essere come un suggerimento da seguire in maniera personalissima.

Che cosa ti auguri per il futuro?

Quando il cielo è tempestoso ci si augura che ritorni il sereno, il sole, la quiete, anche perché rivivano a pieno ritmo le attività. Nel caos creato dal Covid-19, chi ha passione per la musica non può non augurarsi che il nuovo Coronavirus sia sconfitto al più presto e la buona salute e la serenità delle persone per il risanamento dell’economia (possibile solo se il lavoro, in tutti i settori del fare umano, riprende lena vivacemente) e per la ripresa alla grande degli eventi musicali.

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