I quattro mondi dell’uomo, una nuova teoria dell’io di Joseph LeDoux

I quattro mondi dell’uomo, una nuova teoria dell’io di Joseph LeDoux

Una domanda anima da sempre gli studi di LeDoux: come il senso di identità scaturisce dai neuroni, pur mutando di continuo il mondo circostante e i circuiti neurali? Gli studi sui pazienti dal cervello diviso, svolti a metà degli anni Settanta, lo avevano indotto a pensare che l’io non fosse un’entità fissa ma una “narrazione” che intessiamo per dare un senso al mondo.

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Da allora, l’autore ne ha cercato le conferme nel cervello, studiando le emozioni e la memoria. Lo ha fatto anche ricostruendo, in Lunga storia di noi stessi, i quattro miliardi di anni di evoluzione dei viventi, per capire “come eravamo”. E da qui questo libro riparte per spiegare “come siamo” noi umani: un intreccio inestricabile di quattro mondi (biologico, neurobiologico, cognitivo e cosciente) dalla cui continua interazione scaturisce la nostra coscienza, unica tra i viventi per la sua capacità di sperimentare noi stessi come un passato, un presente e un futuro, una capacità in virtù della quale costruiamo una narrazione della nostra vita, “una vita che imita l’arte”, per dirla con Oscar Wilde.

Joseph LeDoux, uno dei più importanti studiosi di neurobiologia, insegna al Center for Neural Science and Psychology della New York University. Nella collana Scienza e idee ha pubblicato Il Sé sinaptico (2002), Ansia (2016), Lunga storia di noi stessi (2020) e I quattro mondi dell’uomo (2024).

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